Prosegue il rally del dollaro


2 settembre 2008 – 13:00 CET

E’ un periodo molto interessante per i mercati valutari: la settimana scorsa è stata archiviata ancora all’insegna del dollaro forte, con tutti i principali cross che hanno fatto registrare nuovi estremi relativi di breve e medio periodo, e anche per i prossimi giorni possiamo aspettarci molti spunti operativi importanti.

Come in ogni inizio di mese il dato più atteso è il “Non-farm payrolls”, cioè la variazione nel numero di impiegati nei settori non agricoli, calcolato attraverso il numero di buste paga emesse negli USA; il dato sarà rilasciato questo venerdì alle 14.30 italiane ed è atteso in peggioramento a -71mila.

Vediamo di seguito la situazione macroeconomica e tecnica di alcuni cross.

 

GBPUSD

L’ultima settimana di agosto ha visto crescere il dollaro verso tutte le principali valute e in particolare segnaliamo i nuovi minimi segnati dal Cable a causa dell’indebolimento della sterlina inglese; secondo alcuni analisti il Regno Unito sta vivendo una crisi che è seconda solo a quella degli anni ‘30. La situazione non ci sembra così drammatica, ma è vero che il mondo finanziario britannico ha subito grandi perdite in termini di denaro e di occupati negli ultimi mesi, principalmente a causa della crisi mondiale legata ai subprime; inoltre il primo ministro Brown è impopolare e non si sta dimostrando all’altezza del suo ruolo (alla fine di questa analisi abbiamo elencato a titolo di esempio alcune scelte economiche adottate da Brown quando ancora non era Primo Ministro).

Dal punto di vista tecnico, il GBPUSD ha consolidato sotto 1,8400 per tutta la seconda parte della scorsa settimana, attivando un’accelerazione ribassista che ha fatto segnare nuovi minimi a 1,7800. Possiamo trovare un primo supporto tecnico valido solo in area 1,7400/20, che rappresenta il 50% di ritracciamento del movimento di lungo periodo partito dai minimi di 1,3680 nel giugno 2001 e terminato a 2,1158 lo scorso novembre 2007. Qualora anche tale area 1,7400/20 sia violata, la successiva area 1,7040/60 costituirà una zona discriminate per l’attivazione di negatività di lungo periodo.

Dal punto di vista macroeconomico, giovedì alle 13.00 italiane la BoE comunicherà la decisione sul tasso ufficiale inglese, atteso invariato al 5%.

 

EURUSD

La settimana scorsa questa coppia ha violato più volte il supporto che avevamo indicato a 1,4650, salvo poi rientrare ogni volta sopra tale livello. In questo inizio di ottava la negatività è più evidente, le rilevazioni si sono spinte fino a 1,4466 e vi sono buone probabilità che esse si spingano verso il prossimo supporto in area 1,4300/20. L’eventuale violazione di questa zona tecnica dovrà essere interpretata molto negativamente per la valuta europea, mentre per sancire un rallentamento della negatività dovremo assistere a un riposizionamento oltre 1,4650. Dal punto di vista macroeconomico sono molti i dati in uscita questa settimana, come è possibile vedere dal calendario che pubblichiamo sul sito (www.xtb.it/forex.php?p=42) ma i più rilevanti sono:

- il prodotto interno lordo dell’area Euro, in uscita mercoledì alle 11.00, è atteso in rallentamento nel secondo semestre ma in crescita dell’1.5% su base annua;

- Giovedì alle 13.45 la BCE comunicherà la decisione sul tasso ufficiale, atteso invariato al 4,25%;

- dalle 14.30 in poi di Giovedì potremo aspettarci volatilità sui mercati poiché vi sarà la consueta conferenza stampa del Governatore Trichet, oltre ad una serie di dati provenienti dagli USA relativi a: produttività non agricola, costo dell’unità di lavoro e sussidi di disoccupazione. Sono tutti dati utili ad aggiustare le stime per i Non-Farm payrolls che saranno rilasciati il giorno seguente;

- Infine, venerdì mattina alle 12.00 conosceremo la variazione percentuale della produzione industriale tedesca attesa in calo dello 0,3%.

 

EURGBP

Come anticipavamo la scorsa settimana, dopo sei mesi assistiamo per la prima volta a rilevazioni dell’EURGBP superiori all’area di congestione che ha delimitato le rilevazioni per sei mesi tra 0,7760 e 0,8100. Tuttavia, è ancora presto per sancire la fine del trading range e l’avvio di un movimento rialzista; prima dovremo vedere il cross consolidare oltre 0,8100 per tutta la settimana.

 

USDCAD

Questo cross aveva evidenziato una violenta accelerazione rialzista durante le prime due settimane di agosto, a seguito del superamento della resistenza di medio periodo a 1,0300. Successivamente il cross USDCAD ha avuto una fase interlocutoria, ma in questo inizio di settimana ha fatto segnare nuovi massimi relativi a 1,0746. La situazione tecnica del cross appare ancora più interessante se si guarda il grafico di lungo periodo, da cui si evince che le rilevazioni sono ora a ridosso della trend-line che aveva contenuto il movimento ribassista dal maggio del 2004. Per i prossimi giorni la principale resistenza da superare è 1,0860/1,0930. Domani, mercoledì 3 settembre, alle 15.00 italiane la Bank of Canada comunicherà la decisione sui tassi, attesi invariati al 3%; venerdì alle 13.00 sarà invece comunicato il numero di nuovi posti di lavoro, atteso in sensibile crescita (+5000).

 

AUDUSD

La settimana scorsa il cross aveva perso l’importante supporto tecnico a 0,8500/50 e negli ultimi due giorni la negatività si è spinta fino a 0,8268, sull’onda di dati negativi e in particolare a seguito di una forte contrazione delle nuove licenze edilizie per costruzioni e ristrutturazioni residenziali. Questa contrazione ha portato la Reserve Bank of Australia a tagliare il costo del denaro dal 7,25 al 7,00% questa mattina, e di conseguenza il dollaro australiano è stato fortemente penalizzato. Domani alle 3.30 del mattino, ora italiana, sarà comunicato il dato sul prodotto interno lordo australiano del 2° trimestre, atteso in crescita del 2,9% su base annua; giovedì mattina conosceremo invece la bilancia commerciale e infine venerdì le scorte valutarie.

 

Nota

Come anticipato, elenco di seguito a titolo di curiosità alcune scelte passate di Gordon Brown che hanno prodotto sui mercati finanziari effetti ben oltre le sue stesse aspettative. Le sue scelte nel campo del welfare sono state spesso tenute in buona considerazione, ma per le scelte economiche egli è ricordato per due interventi disastrosi:

(1) tra il 1999 e il 2002, nonostante un parere ufficiale contrario della Banca di Inghilterra, ordinò di vendere la metà delle riserve di oro del Regno Unito, 400 tonnellate al prezzo medio di 275 USD per oncia, vicino ai minimi ventennali del Gold. Oggi quei minimi sono chiamati ironicamente “Gordon bottom” dagli addetti ai lavori, perché questa scelta causò al Regno Unito una perdita quantificabile oggi in tre miliardi di sterline. Questa perdita fu seconda solo a quella di 3,5 miliardi subita in un solo giorno del 1992 dal Governo di John Major nel fallito tentativo di sostenere la sterlina (evento conosciuto oggi come “Black Wednesday”).

(2) Nel 2000 nel Regno Unito furono assegnate le frequenze alle compagnie telefoniche per la nuova tecnologia 3G, mediante un’asta competitiva le cui regole furono studiate da Gordon Brown. Nonostante vi fosse appena stata un’esperienza analoga e disastrosa negli Stati Uniti, Brown concepì l’asta in modo da elevare al massimo l’introito per il Governo a scapito delle compagnie telefoniche. Lo stesso sistema fu poi replicato anche dalla Germania. Il risultato fu che per vincere l’asta ed investire nello sviluppo del 3G le società telefoniche si indebitarono a tal punto (22 miliardi di sterline in UK e 30 in Germania) che la loro stessa sopravvivenza fu messa a rischio, le loro azioni crollarono e 100mila persone persero il lavoro in Europa, di cui 30mila nel solo Regno Unito.

Eugenio Accongiagioco

X-Trade Brokers


Wednesday 08.09
16:00  Canada - Ivey Purchasing Managers Index
Published value: 65.9Published value: 65.9
Previous value: 54
Prognosis: 53.5
Thursday 09.09
03:30  Australia - Unemployment Rate
Previous value: 5.3%
Prognosis: 5.2%
03:30  Australia - Employment Change
Previous value: 23.5 k
Prognosis: 29 k
08:00  Germany - Harmonised Index of Consumer Prices - fin.
Previous value: 1.2% y/y
Prognosis: 0.9% y/y

USA - Prodotto Interno Lordo Q3 2007 - 3,9%

USA – Inflazione IX 2007 – 2,8%

USA - Disoccupazione IX 2007 – 4,7%

E-13 - Prodotto Interno Lordo Q3 2007 – 2,5%

E-13 – Inflazione X 2007 – 2,6%

E-13 - Disoccupazione IX 2007 – 7,3%